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Irsina

Irsina è un paese di circa cinquemila anime che dista 43 chilometri da Matera, si trova in collina a circa 500 metri di altitudine, in posizione dominante sulla valle del fiume Bradano. Raggiungere Irsina è abbastanza agevole, da Matera in circa 30 minuti con la macchina è possibile arrivarci percorrendo la strada statale 655 Bradanica. Questa oltre ad essere una strada comoda, poco trafficata e scorrevole è anche paesaggisticamente molto interessante, gli appassionati di fotografia e gli amanti del paesaggio rurale potranno ammirare una zona pochissimo urbanizzata.

Proveniendo da Matera lungo questa strada si incontrano Ie due frazioni del Comune di Irsina, Santa Maria d’Irsi sede del Santuario della madonna della Divina Provvidenza, detta anche Santa Maria d’Irsi, e Taccone. Due esempi di borghi rurali costruiti nel dopoguerra a seguito della riforma agraria che conservano intatto un fascino particolare, meritano una sosta. E’ anche possibile raggiungere Irsina con l’autobus delle autolinee Smaldone o SITA.
Irsina è tra i paesi più popolosi e importanti della provincia di Matera; la ricchezza di reperti archeologici, di chiese e palazzi nobiliari dimostrano la centralità che questo piccolo centro ha avuto nella storia della Basilicata. Irsina, grazie alla posizione strategica che le permetteva di controllare una delle principali vie di comunicazione del tempo, quella legata al corso del fiume Bradano, è stata teatro nei secoli di scontri di potere e contese militari. Abitato sin dalla Magna Grecia il territorio irsinese dopo la caduta dell’impero romano e la succesa discesa delle popolazioni nordiche che sono giunte fino a qui, ha visto Bizantini e Longobardi, intorno all’anno mille, contendersi il predominio su Monte Peloso, l’antico nome di Irsina che significava proprio territorio fertile e ricco. Il paese e il territorio circostante rimase sotto l’influenza pugliese fino al XIII secolo quando a seguito della sconfitta di Re Manfredi, figlio illegittimo di Federico II di Svevia e della sua amata Biancalancia, passò nelle mani degli Angioni.

Da allora gli interessi del territorio irsinese si volsero maggiormente verso la Lucania, dominata allora da famiglie nobiliari napoletane e dalla casata degli Aragonesi. Questo lungo periodo fu senza dubbio florido per Irsina che vide crescere la sua popolazione fino al ragguardevole numero di 5565 alla fine del ‘700, ma fu proprio al termine di questo secolo, in seguito principalmente alle malversazioni e alle prepotenze del clero corrotto, che Irsina fu teatro di una delle prime rivendicazioni egualitarie italiane che seguì la proclamazione della Repubblica Partenopea nel 1799. Nel febbraio di quell’anno in largo SS Salvatore ad Irsina fu issato l’albero della libertà attorno al quale si riuniva l’assemblea del popolo e si celebravano i matrimoni. Albero mio fiorito tu sei la sposa e tu il marito recitava la formula che sanciva il matrimonio. Questa breve parentesi democratica che coinvolse anche altri centri del sud Italia, fu repressa nel sangue dalle truppe sanfediste del cardinale Ruffo che riportarono molti degli insorti sotto l’influenza dei Borboni.
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Visitare Irsina

Il centro storico di Irsina oggi si presenta come un piccolo borgo medievale facilmente visitabile a piedi. La parte più antica è rappresentato da un dedalo di caratteristiche viuzze di quello che anticamente era il quartiere greco al cui interno nel tempo, attraverso una serie di piccole demolizioni, furono ricavati nuovi slarghi e piazzette ed edificate diverse piccole chiese adiacenti le abitazioni. Sant’Andrea, Santa Lucia, il Purgatorio, San Nicola de Morgitiis, San Nicola dei poveri, San Rocco, l’Annunziata, l’Addolorata, sono piccole chiesette che la popolazione ha voluto erigere a fianco alle proprie case. Nei secoli che vanno dal ‘500 al 700 sorsero le grandi strutture ecclesiastiche e i grandi palazzi nobiliari lungo l’asse viario di Porta Maggiore che ancora oggi rappresenta l’asse di espansione della città contemporanea.

L’abitato conserva ancora parte dell’antica cinta muraria medievale che circonda il centro storico, due torri cilindriche poste all’estremità del paese e le due antiche porte d‘accesso, Porta Maggiore detta di Sant’Eufemia e Porta Lenazza detta anche Arenacea. Al centro si erge maestosa la cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta.

La Concattedrale e le sue opere d’arte

Santa Maria Assunta di Irsina è un edificio maestoso e rappresenta un caso unico nel panorama delle costruzioni religiose del Sud Italia. La prima edificazione la si fa risalire all’interno del primo millennio, questa prima struttura fu presumibilmente distrutta dall’invasione saracena del 988. La chiesa venne ricostruita in fretta perchè è citata già in una bolla del 1123. Della sua antica struttura si conserva la cripta, una suggestiva chiesetta con affreschi dell’ XI secolo, che si trova sotto l’abside della cattedrale. La cattedrale nei secoli ha seguito le sorti storiche e le vicissitudini del paese, contraddistinte da continui e ripetuti saccheggi e distruzioni. L’impianto di quella che oggi è la cattedrale è un edificio del XVIII secolo che attraverso una recente e approfondita analisi strutturale ha mostrato una serie di sorprendenti caratteristiche. Il suo campanile pur avendo una struttura di base romanica rivela nella parte superiore un originale e inusuale stile gotico, caso unico nel panorama meridionale.

Di notevolissima importanza sono anche le opere d’arte presenti all’interno provenienti in parte da una donazione quattrocentesca di un notaio di origini irsinesi Roberto De Mabilia. Tra le opere d’arte donate spicca la statua lapidea della patrona di Irsina, Sant’Eufemia, la cui pregevole fattura e bellezza ha fatto ipotizzare alcuni studiosi che potesse essere opera del Mantegna, ad oggi questa attribuzione rimane una ipotesi molto accreditata ma non del tutto comprovata. Un altro oggetto di eccezionale valore storico e artistico è il crocifisso di scuola donatelliana presente sull’altare maggiore della Cattedrale. Si tratta di una statua lignea di pregevole fattura la cui peculiarità è nascosta al suo interno. Dopo un recente restauro è venuto alla luce uno sportellino sul costato del Cristo che chiude un piccolo vano ed un sistema di cavi per articolare le braccia. Le ipotesi è che quel piccolo spazio potesse essere un reliquiario oppure che contenesse un marchingegno che permettesse la fuoriuscita di un liquido simile al sangue dal costato mentre il sistema dei cavi legate alle braccia fa ipotizzare che sitratti di un rarissimo quanto antico automa.
A queste si aggiungono altre opere d’arte di altrettana belleza e valore, primo fra tutti un pregevole coro ligneo sormonatato da un antico organo a canne.

U pizz’candtò - torri umane

Come in molti altri paesi lucani anche ad Irsina vi è un notevole patrimonio culturale immateriale legato a feste, tradizioni e ricorrenze religiose. Tra le più significative espressioni di questo patrimonio ad Irsina ci sono senza dubbio le torri umane, chiamate “u pizz’cantò”.

La tradizionale torre umana vede nella parte inferiore 4 o 5 giovani prestanti che mantenendosi stretti gli uni con gli altri attraverso le braccia, si dispongono in cerchio permettendo ad altri giovani di arrampicarsi fino a formare una torre. Non appena la torre si forma e si raggiunge l’equilibrio, la torre inizia a ruotare al ritmo di strofe che alludono al pericolo, sempre imminente, di un capovolgimento sociale. Queste torri ad Irsina assumono un significato ora religioso, ora politico, ora sociale, in passato si formavano il p’zz’cantò anche a tre piani e diversi erano i gruppi che costruivano torri. Vi era infatti il p’zz’cantò dei contadini, degli artigiani, etc... etc..., oggi ad Irsina questa delle torri è un’usanza legata alla festa della Madonna della Pietà.

Questa tradizione esisteva anche in altri paesi fdella Basilicata ma oggi è pressocchè scomparsa. Irsina è riuscita a tenere viva e fornire linfa vitale a questa tradizione con un festival dedicato e attravrerso gemellaggi con le città spagnola catalane in cui è ancora presente e viva una tradizione analoga.
imageComune di Irsina
Corso Canio Musacchio sn
75022 Irsina (MT)

Tel. +39 0835 628711 - Email
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